:: Home » Numeri » #113 » SUSSURRI » Tempi di record
2004
25
Nov

Tempi di record

Commenti () - Page hits: 3200
Tempi di record

Dopo le Olimpiadi di Porto Alegre, del 2062, in cui avevano dominato gli atleti del Ghana Burkina, il record maschile sui cento metri era sceso a 7.9.42. I Comitati Sportivi Continentali Europei decisero di dare avvio a una serie di interventi tesi a modificare la struttura ossea e muscolare degli atleti di razza bianca per reagire allo strapotere degli atleti di colore.
Il prestigio della razza bianca era calato in progressione costante negli ultimi decenni e nei laboratori computerizzati del vecchio continente venivano esaminati i nuovi requisiti necessari per contrastare la fatidica barriera dei 7.9.42.
Negli anni immediatamente successivi al 2042, schiere di atleti sottoposero la loro impostazione sportiva a radicali trasformazioni. Fu calcolato inoltre, per esempio, che i laccioli delle scarpe o le fasce adesive frenavano il corpo di un diecimillesimo di secondo e pertanto furono eliminati con un accorgimento tecnico. Da ciò scaturì ben presto l'eliminazione delle scarpe stesse e agli atleti vennero impiantati dei tacchetti direttamente nei talloni e nelle piante dei piedi (un'idea geniale, paragonabile alla scoperta degli zoccoli per i cavalli).
Studi di aerodinamica, poi, stabilirono che anche i capelli frenavano la corsa per un centimillesimo di secondo e gli atleti furono sottoposti a cure per indurre la calvizie sul cranio. Dall'eliminazione dei capelli derivò tutta una serie di riduzioni delle componenti superflue, come, per esempio, le unghie. Dopo attente rielaborazioni dei dati, infine, l'occhio dei computer si fermò su un'altra parte del corpo che poteva essere modificata: l'apparato genitale. Fu calcolata la quantità di attrito dovuta al pube e l'incidenza impedente dei testicoli sulle fasce dei muscoli adduttori delle cosce.
La macchina si era avviata. Una percentuale di atleti, che aveva dedicato se stessa allo sport e all'abbassamento del record, non esitò a sottoporsi a interventi dolorosi pur di eliminare i pesi superflui. Qualcosa però non andò nel verso giusto. Gli interventi sui testicoli infatti portarono a una riduzione della produzione ormonale, non adeguatamente prevista dalle analisi computerizzate. Gli atleti cominciarono a dare chiari segnali della loro effeminatezza, pur conservando l'aggressività e la forza maschile.
Nel frattempo, la Federazione Mondiale di Controllo, avuto sentore di quanto stava accadendo, cominciò a porsi il problema del se fosse lecito far partecipare elementi dal sesso incerto in competizioni prettamente maschili. Ma, poiché molti paesi avevano effettuato lo stesso tipo di ricerca ed erano pervenuti agli stessi risultati (per non parlare dei russi, che evirarono d'ufficio gli atleti), e poiché gli sponsor avevano investito cifre colossali negli studi di riconversione atletica, non si poteva certo eliminare un'intera generazione di corridori dai Giochi.
Così, prima delle Olimpiadi di Kamina, del 2070, si prese la storica decisione di creare, a fianco delle categorie maschile e femminile, una nuova categoria, detta Mediman (cioè un gradino al di sotto degli uomini, un gradino al di sopra delle donne). L'attenzione generale era perciò puntata sulla nuova categoria. Finalmente, con grande eccitazione degli sportivi europei di razza bianca, un nuovo record fu omologato ai Campionati Indoor di Cape Horn nel settembre del 2069. Lo svedese Thor Sverdlask corse i cento metri in 7.9.40. La strada era aperta alla conquista dell'oro, l'anno seguente.

Giuseppe Cerone
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Giuseppe Cerone
Giuseppe Cerone è nato a Muro Lucano (Potenza) nel 1952. Si è imposto all'attenzione della critica nazionale con Il Muro Lucano (Ed. Nuoviautori, Milano), Poesia Circolare (Ed. Genesi Torino), Lo Scrittore (Ed. Garamond presentato nell'ambito della mostra "Libro 94", presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, da relatori d'eccezione quali Tullio De Mauro e Roberto Cotroneo e poi nel corso della trasmissione "Maurizio Costanzo Show" del 27-3.1995). Estensore di centinaia di articoli culturali, Cerone ha collaborato a diverse riviste, fra cui "Scuola e didattica". ed è stato membro della giunta del Premio Internazionale Magna Graecia. Molti critici e scrittori illustri hanno espresso giudizi più che lusinghieri sulla sua opera. Così lo descrive Roberto Cotroneo: "Mi sono arrivate le bozze di un libro. Di Giuseppe Cerone. Intitolate "Lo Scrittore". Lo pubblica una piccola casa editrice: Garamond. Giuseppe Cerone è un professore di inglese, di ottima cultura, che vive al Sud, ad Agropoli.Diversi anni fa scrissi un articolo proprio su L'Espresso (Mi manda Cerone, 28 aprile 1991) dedicato alle sue vicende editoriali. Due anni dopo è tornato sull'argomento, in prima pagina de La Stampa, Giorgio Calcagno. Perchè? Perchè Cerone scrive da anni romanzi e racconti e nessuno glieli pubblica. Direte voi: capita a molti. Ma Cerone può vantare una carta in più: le lettere del meglio tra i critici italiani che lo incoraggiano: "Caro cerone, ho letto il suo libro lo trovo moltointeressante. Continui a scrivere, continui..." I nomi? Geno Pampaloni, Claudio Magris, Giorgio Barberi Squarotti, Tullio De Mauro...e tanti altri. Cerone colleziona queste lettere e si illude che prima o poi verrà pubblicato. E invece no. Paradosso: nonostante la benedizione dei grandi nomi i suoi libri non riescono ad arrivare agli editori importanti. A quel punto a cerone viene un'idea: scrivere un libro sulla sua vicenda editoriale, intitolato "Lo Scrittore". Fatto di scambi epistolari con editori e critici, di telefonate, visite ed altro. E' un libro illuminante. perchè racconta, dal di dentro,cosa può accadere a un medio scrittore senza particolari doti letterarie. ma senza le cialtronerie degli scrittori improvvisati. Cerone non è peggio di molti autori che si pubblicano in Italia. Lo devono aver capito anche i suoi autorevoli interlocutori: "Un'essenzialità programmatica che dà origine spesso a risultati di straordinaria intensità e verità. Non conta di pubblicare la raccolta? Teniamoci in contatto" (Giorgio Barberi Squarotti) E ora esce questo testo. Che parla di libri rifiutati. Per 113 volte. Gli venne in mente di chiedere l'iscrizione al Guinness dei Primati come l'autore più rifiutato. Ma un certo Bill Gordon, americano, è arrivato a quota 176. Forza Cerone, ne mancano solo 63..."
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 184 millisecondi