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Voci che sussurrano

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Voci che sussurrano

Come al solito sono in ritardo sulla consegna di Sussurri; chissà perché sono sempre in ritardo su ogni possibile scadenza, anche a scuola. Potremmo aprire un interessante dibattito, se c’è qualche lettore/autore che ha il medesimo problema: il senso del tempo…nella mente si dilata nel futuro, per poi inesorabilmente restringersi nell’ansia dell’ultimo momento. Domando scusa al resto della redazione.
Cambiando argomento, siamo giunti alla fine di gennaio, con il freddo "vero" che ci fa quasi (sottolineo quasi) rimpiangere il caldone dell’estate; e anche in questo numero si respira un’aria invernale e dolcemente malinconica, a partire dalle poesie, bellissime, del "solito" Mario Pischedda, ormai una colonna della nostra rubrica, ma anche di Alessandro Helmann, che ci manda un’anteprima del suo nuovo libro Storia di nessuno, e di Luca Cascetti, con un frammento della raccolta Cielo d’Irlanda (ricordate la canzone?).
Ovviamente non manca poi lo sperimentalismo delle liriche "beat and bit" di Giancarlo Ferrigno (la definizione è dello stesso autore, ed è bellissima, vero?), la fantascienza catastrofica di Giuseppe Cerone, e un nuovo rivolgimento nelle avventure di Terra rossa di Alessandro Zanardi. Siore e siori…andiamo a incominciare!!

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Come di consueto riserviamo l’incipit agli amanti dell’avventura a puntate targata Alessandro Zanardi. Con un salto temporale e linguistico inizia la seconda parte di Terra rossa, con la conclusione tragica della storia d’amore tra Kim e Janine, causa dell’odio che contrappone le città di Anumix e di Meralba. Conosciamo nuovi personaggi alle prese con problemi simili; c’è anche un colpo di scena finale, che non anticipo.

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Anche un bacio può essere l’avventura di una vita, un Momento sospeso, come nella bella lirica di Luca Cascetti, ungarettiana nella sua lieve brevità. La lirica fa parte della raccolta Cielo d’Irlanda, che merita una lettura attenta anche solo per la bellezza del titolo.

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Un profluvio di letture (come non ricordare Rimbaud e la sua teoria del poeta come "veggente") e di sperimentalismo lirico, linguistico, e anche tematico si uniscono e si fondono nelle poesie di Giancarlo Ferrigno, poesie "beat and bit", come questa dal cervellotico titolo: Isos: Isotopo, lettera di un veggente all’amata. Più intensa e musicale delle ultime.

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Ho sempre nutrito una grandissima passione per i racconti di fantascienza "classici", in cui si intravede una realtà del futuro distorta, a volte terribile. Per questo ringrazio Giuseppe Cerone che riesce a ricreare, nelle sue opere, questa particolare e intensa atmosfera; accade in Nastro trasportatore, in cui viene proposto un incubo ricorrente, quello della morte a comando.
Noi speriamo sempre che Cerone riesca a uscire dall’incomprensibile oblio in cui viene tenuto dalla letteratura ufficiale, nonostante i tanti riconoscimenti di critici che ha ricevuto.

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Un’altra anteprima: L’aria buona di Alessandro Hellmann, che anticipa l’opera Storia di nessuno. Indimenticabile l’immagine dell’"anima magra" sciolta nell’azzurro, dell’aria che vivifica i sensi e che abbiamo dimenticato di aver respirato, forse nell’infanzia, in una primitiva innocenza.

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Come conclusione è davvero perfetta la lirica di Mario Pischedda: Tutto qua. Già, è tutto qua, ma non sono poesie a perdere nè è mai inutile il dubbio che le accompagna, l’ansia che le fa gettare nel cestino e riscrivere, al di là di una sicurezza stolta e superficiale.

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Anche questo mese abbiamo terminato il nostro paniere di racconti e poesie; grazie per aver condiviso con noi le vostre parole e il vostro cuore, e complimenti a tutti i ricercatori dell’anima che ci scrivono sempre . A presto

Lorenza Ceriati

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