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2000
25
Apr

Centro AntiVampiri Jonathan Harker

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Centro AntiVampiri
"Jonathan Harker"


Quante volte ci è capitato, incontrando una persona che conosciamo superficialmente ma che sicuramente si ricorda di noi, di salutarla e di riceverne in cambio un cupo silenzio? La sensazione che stia accadendo qualcosa di strano ci coglie subito, presentandosi come una impercettibile variazione nell'atmosfera, un lievissimo malessere seguìto da un senso di fastidio. Tutto è già avvenuto. L'energia se ne è già andata, il Vampiro ha avuto la sua "dose". Come è potuto accadere, così, in un secondo? Come il morso di una zanzara: un secondo e il sangue è andato. La spiegazione è semplice: quella persona, per un istante, ci ha privati della nostra dignità umana. Ha deciso che le leggi della più elementare educazione potevano essere sospese e si è nutrita della goccia di sangue uscita da quella piccola ferita alla nostra dignità.
Questo è il Vampiro. Un Vampiro piccolo piccolo, ma comunque un Vampiro.

E a quanti non è capitato almeno una volta di trovarsi davanti a una personaggio di dubbie qualità morali ma ammantato di un alone di potere, e provare contemporaneamente un senso di assoluta estraneità e di infiammata disponibilità a compiacerlo in ogni modo? Il suo bisogno di dominare sugli altri emana da lui come un odore. Egli alterna atteggiamenti volti a farci sentire delle assolute nullità al suo confronto con altri più bonari e apparentemente umani. Questi ultimi completano la cattura. Basterà un suo sorriso, un suo ammiccamento, un gesto di confidenza per farci vibrare di un'emozione aliena, misteriosa, che ci spingerà ad assumere atteggiamenti e a compiere atti improntati a una totale accondiscendenza nei suoi confronti. Compiacerlo sarà per noi il più grande onore.
Questo è il Vampiro. Un Vampiro solo un po' più grande del precedente.

Il Vampiro della letteratura, dunque, non è altro che la metafora di un tipo umano estremamente diffuso nel nostro mondo e le modalità di appropriazione dell'energia vitale, cioè del sangue, hanno un ampio spettro che va dalla negazione di un saluto, di un sorriso, dell'attenzione, della risposta a una domanda, del riconoscimento di un merito fino alla violenza psicologica e alla privazione della libertà di pensare, o addirittura di vivere. Il Centro AntiVampiri vuole accompagnarci alla scoperta di dimensioni e aspetti della realtà quotidiana che insospettatamente erano sfuggiti alla consapevolezza, indicando quanto è diffuso il fenomeno del vampirismo e sottolineando quanto la sua ampiezza e il suo essere così tanta parte della realtà non bastino a renderlo legittimo.
Ma attenzione: quando, coscientemente o in modo istintivo, qualcuno si sottrae a questo meccanismo, quando qualcuno non si dimostra disposto a lasciarsi rubare energia e a rubarla ad altri, viene immediatamente notato come un essere alieno: non è come gli altri, è diverso, è "strano"; viene additato ora come un povero sciocco con tendenza all'autodistruzione ora, al contrario, come un astuto e infido tessitore di trame occulte. Comunque una persona che è meglio isolare. Quindi, cari appartenenti alla Razza Umana, nel tentare di evitare l'estinzione, cerchiamo di non fare passi falsi. L'errore più grave sarebbe quello di lanciare contro il mondo dei Vampiri sfide cieche e isolate. La soluzione? Impariamo a riconoscerci tra noi.

 
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