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Benaresyama Cap. XX-XXI

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Benaresyama
Capitolo XX


Un’espressione di esasperata dubbiosità si era fissata sul viso del Dottor Blake dall’inizio delle ricerche suggerite dalla lettura del codice di Baphomet : indubbiamente setacciare un’area che comprendeva molti dei paesi facenti parte della Nuova Asia non sarebbe stata un’impresa facile. Tuttavia c’era comunque la possibilità di avvalersi dei servizi della convenzione archeologica, cioè un patto stipulato verso il 1930 dalle più potenti organizzazioni esistenti all’epoca e in seguito allargato a svariate terze parti, teso alla creazione di un archivio inerente Au-part non bellici e di rilevanza solo culturale: tutto ciò si fondava ovviamente sul senso degli affari delle varie organizzazioni , che necessitavano di un clima quanto più disteso possibile per riuscire a portare avanti i propri affari a livello pubblico : perché permettere al popolo di conoscere dati e fatti che avrebbero solamente instillato paure , definito falsi concettuali icone che il popolo aveva già eletto a proprio Dio? Si sarebbero creati solamente disordini ai più svariati livelli , le classi più spiritualmente deboli si sarebbero rifugiate nella tossicodipendenza o nel suicidio, quelle più forti si sarebbero potute ribellare sia per l’oscurantismo che aveva regnato per così tanto tempo sia per il fatto di non essere state lasciate giacere per ancora più tempo nell’amata ignoranza. Operazioni tese all’allargamento della sfera dell’informazione dell’uomo medio venivano diluite nel tempo, mentre era comunque ritenuto lecito che ad un’élite fosse permessa la visione di reperti che avrebbero messo in discussione molte cose. Che poi ogni corporazione violasse i patti in qualche misura e tenesse per sé documenti di varia natura era fatto costatato e in un certo senso permesso , ma , usualmente , gran parte delle pergamene , delle iscrizioni non decifrate, dei reperti o delle necropoli veniva comunque inserita all’interno del database disponibile per gli addetti delle singole corporazioni, in modo da permettere , almeno in certi ambienti, un notevole scambio di informazioni
Per Blake, ricercare una città mitica come poteva essere Uruk avrebbe da sempre rappresentato una sfida esaltante, ma come uomo di scienza, sapeva anch’egli quando fermare l’irruenza e quando invece esaminare la situazione con giusta freddezza: il problema di una simile ricerca è che il territorio era troppo vasto , e anche rifacendosi alle informazioni contenute nel Poema di Gilgamesh , risultava arduo ritrovare dei punti di riferimento , senza contare il fatto che dopo così tanti anni la conformazione territoriale avrebbe potuto essere totalmente diversa. Una ricerca nel database della convenzione archeologica, che lui conosceva bene da alcuni anni , non fece altro che confermare molti dei suoi dubbi: di probabili siti corrispondenti alle informazioni sia del poema , sia del codice, ce ne erano una quantità indicibile, senza contare tutti i luoghi dove compariva il nome di Gilgamesh , da sempre venerato come grande eroe nella zona in questione. Restringendo al massimo la cerchia delle possibilità, veniva fuori il nome di Naft, a sud dell’Iraq: presumibilmente sarebbe stato tempo sprecato , ma la necessità di guadagnare tempo e l’occasione si evitare per qualche tempo la sgradevole presenza di Kage lo fecero propendere per un sopralluogo. Tuttavia , sebbene conscio dei vantaggi che la situazione gli avrebbe procurato , non poteva fare a meno di pensare a cosa avrebbe potuto trovare: troppo forte era il ricordo di uno dei suoi grandi ispiratori, il grande Schliemann , che, seppure responsabile di uno dei più grandi ritrovamenti della storia, in fin dei conti non si era trovato davanti che mura in pessime condizioni stratificate nel tempo: trovare inscrizioni o cadaveri in condizioni da esame avrebbe potuto essere un’utopia in cui egli non aveva voglia né tempo di credere o sperare.
Sporgendosi sulla sedia dal tavolo da studio verso la scrivania, attivò il video-comunicatore: dopo una breve schermata che invitava gentilmente ad attendere, apparve il volto di Meryl, la quale, dopo aver augurato il buon giorno al suo interlocutore, gli chiese se avesse trovato qualche informazione utile. Blake, con aria indifferente ed evidentemente poco soddisfatta, le rispose che come temeva, la ricerca aveva dato risultati poco confortanti, e , sebbene ci fosse una pista , non c’era comunque da illudersi. Dopo aver stretto le spalle e sorriso , Meryl affermò che non restava altro che preparare le valige e recarsi sul luogo per farsi un’idea più chiara della situazione: in fin dei conti , quella era sicuramente la situazione più saggia, e se avessero trovato quello che cercavano , sarebbe stato tempo comunque guadagnato.
Poche ore dopo, l’aeroporto della Metropoli giaceva in ginocchio per gli accordi che obbligavano le autorità competenti a dare la priorità assoluta ai mezzi dell’Arcam, che aveva stanziato grandi fondi per la costruzione di gran parte degli apparati dell’aeroporto; mentre una gran quantità di persone e di personale di volo era stato invitato a trasferirsi all’esterno del complesso aeroportuale per mantenere la più rigorosa segretezza sull’operazione, un velivolo di militare di notevoli dimensioni veniva approntato : al suo interno , oltre a Blake, Meryl e ad altri ricercatori appartenenti allo staff del dottore , vi era un’unità scelta di soldati preposta per la tutela dell’operazione stessa e dell’incolumità dei ricercatori.
Non appena le apparecchiature belliche e scientifiche furono caricate , l’aereo partì silenziosamente dalla pista di decollo, oscurando la propria presenza ai radar e alla vista attraverso una copertura termo-riflettente: come un’invisibile goccia d’acqua, esso trapassava le nuvole lasciando come unica traccia della sua presenza una lieve scia di condensa che come pioggia di primavera scendeva quasi impercettibile al suolo, mentre si dirigeva a velocità immensa verso Baghdad, dove sarebbe stato necessario proseguire via terra per la destinazione finale. Il viaggio appariva proseguire senza problemi , ma entrati nello spazio aereo iracheno , in cabina si accese improvvisamente la luce rossa che segnalava l’agganciamento dell’aereo da parte del sistema di puntamento di un secondo velivolo :infatti due Phenil J-3 , caccia in dotazione alle forze degli stati della unione Baltica che venivano smerciati al migliore offerente in cambio di poche decine di migliaia di dollari , si erano accodati all’aereo , intimando di lasciare lo spazio aereo iracheno.
Blake corse subito in cabina per domandare cosa stesse accadendo: entrando nella sala di pilotaggio , vide i piloti che cercavano di comunicare con gli aerei.
"Si può sapere cosa diavolo succede ora?" Domandò Blake al copilota.
" Dottore, farebbe meglio a tornare al suo posto; purtroppo ci troviamo in una pessima situazione: come può osservare dal radar e dal segnale del targeting , siamo sotto tiro . Dobbiamo andarcene immediatamente, oppure siamo in serio pericolo."
" Non potremmo contrattaccare? "
" Lo escludo , " gli rispose il comandante , un uomo dall’aspetto duro e con uno spiccato accento sud americano , forgiato nei reparti scelti della sezione aeronautica dell’Arcam " sebbene il nostro mezzo sia dotato di difese e corazzature di ottimo livello, in un combattimento aereo ad alta velocità come quello in cui ci costringerebbero quei due bastardi non avremmo alcuna possibilità: come può immaginare anche lei, il nostro è un mezzo troppo lento per pensare di competere con dei Phenil , ed inoltre la dotazione di fuoco che abbiamo è estremamente ridotta ed inadeguata alla situazione. In altre parole, può risparmiarsi eventuali ordini tesi a farmi aprire il fuoco contro quei due, perché, per quanto è vero Iddio , io ho precisi ordini di riportare questa baracca e l’equipaggio a casa ".
" Bene, " proferì sconsolatamente Blake, " suppongo che ci convenga cambiare subito rotta. Faccia il suo lavoro, non avrà alcuna interferenza da parte mia in materia: la prego solamente di evitarci ulteriori ritardi ."
" Ottimo: Root, comunichi subito con l’aeroporto di Ankara ed ottenga i permessi relativi all’atterraggio; io cercherò di fare capire ai nostri amici qui dietro che stiamo seguendo i loro ordini."
Mentre il dottore era in procinto di uscire dalla cabina, il capitano gli urlò : " Non ho la minima idea di che diavolo stiate combinando o che cosa mi stiate facendo trasportare , ma la avverto che sono responsabile per tutto lo staff di bordo: nel caso succeda qualcosa di imprevisto a uno dei miei ragazzi, giuro che mi aprirò una strada fino ai suoi capi e sono sicuro che non rappresenterò una visita piacevole. E comunque si tenga pronto con tutta l’influenza che può avere sulle autorità aeroportuali e di terra , in quanto un atterraggio di questo genere non è certo una manovra che viene permessa tanto di buon grado, come magari voi scienziati pensate. Intanto, si tolga dalla mia cabina, subito!"
Tornando al suo posto, Blake non poté evitare di pensare a cosa ci fosse dietro a un’operazione bellica che coinvolgeva forze dotate di una tecnologia abbastanza elevata come quella dei Phenil : in primo luogo , un’azione del genere appariva essenzialmente come una chiara violazione dei patti corporativi stipulati pochi anni prima tra le nazioni appartenenti alla Nuova Asia e l’Arcam stessa, che fino ad allora erano comunque stati rispettati in maniera tutto sommato positiva; in secondo luogo, i caccia non avevano rivendicato alcuna appartenenza ai gruppi della confederazione , e quindi la possibilità che fossero unità che agissero per conto proprio e quindi al di fuori di ogni convenzione era certo improbabile, ma non da scartare e rendeva decisamente pericoloso un eventuale rifiuto degli ordini. Infine, il fatto che i Phenil fossero stati in grado di superare i sistemi di occultamento propri del velivolo dell’Arcam faceva comunque supporre la presenza di un supporto di unità terrestre collegate a loro volta a satelliti militari : su quest’ultimo aspetto sarebbe certamente stato necessario indagare.
Come programmato , una stretta virata avvertì i passeggeri del volo della deviazione effettuato in direzione di Ankara, uno delle poche città integre di quello che rimaneva dell’ex Turchia: da lì sarebbe stato possibile chiedere informazioni relative all’accadimento, e comunque proseguire in direzione dell’Iraq con i mezzi che erano stati caricati sull’aereo stesso. Dopo aver completato la virata, l’aereo proseguì dritto in direzione di Anakara: solo quando si arrivò al confine dello spazio aereo la luce rossa che indicava che si era sotto tiro da parte del sistema di puntamento di un altro aereo scomparve, e con esso i due caccia , che virarono tornando sui loro passi ed attivando un sistema di occultamento simile a quello dell’aereo.
Arrivati in prossimità di Ankara, il capitano richiamò Blake in cabina: a quanto pareva, erano stati concessi i permessi di passaggio sullo spazio aereo della Turchia, ma non era comunque possibile atterrare.
" Senta Dottore, " chiese ormai esasperato il capitano indicando il suo copilota che parlava con un apparecchio da video conferenza con un inserviente che appariva non ascoltare le richieste dell’uomo, " lo vede Root? E’ attaccato a quella dannata video conferenza da almeno tre quarti d’ora: cosa ne ha cavato? Niente, diavolo, un dannato niente! Allora, dato che non abbiamo ulteriore tempo da perdere, e che lui non è pagato per farle da segretaria ,ma mi serve come dannato supporto, chiami gli uffici dell’Arcam e gli dica di muoversi a fare sputare i permessi a questi dannati turchi , prima che gli atterri sulle loro dannate case!"
" Non saremo a corto di carburante?" Gli rispose con una domanda Blake, iniziando a preoccuparsi seriamente della situazione .
" Le ho forse detto che siamo senza carburante? Guardi che basta una dannata telefonata per fare arrivare qui un paio di aerei di rifornimento: in teoria potremo guidare fino a quando il Diavolo non venisse a buttarci a terra col suo dannato ghigno . La pianti di fare domande che hanno la sola funzione di irritarmi e si muova a tirare fuori i permessi!"
Un uomo sulla cinquantina , un’evidente stempiatura che ne accentuava una qualche sottocutanea insicurezza , si presentò come il rappresentante territoriale dell’Arcam : la situazione, a quanto diceva , era già giunta all’orecchio della corporazione che si era messa in moto per tempo; a quanto pareva , l’attacco era stato ordinato dai gerarchi della fazione più estrema della Rhuo-Shad, un gruppo di fanatici solito ad azioni del genere che in passato aveva creato decine di problemi diplomatici nella zona , prima di arrivare al patto che sancì la nascita della nuova Asia. Per quanto invece riguardava il problema dell’atterraggio , si era trattato di un errore delle autorità , che da lì a poco avrebbero revocato il divieto e liberato l’aeroporto come da prassi. Ovviamente, la nuova Asia prometteva le teste di chi aveva arrecato così tanti inconvenienti su un piatto d’argento, ma le scuse che l’uomo dall’altra parte del video comunicatore apparivano come un proforma che altro.
Come previsto, pochi minuti dopo il sistema di comunicazione avvertì che era finalmente possibile atterrare: inclinando il muso dell’aereo leggermente all’insù , facendo toccare e guadagnare la giusta aderenza alle ruote, l’aereo, dopo una corsa durata per tutta la lunga pista d’atterraggio , finalmente riuscì a fermarsi.
Mentre saliva al cielo un leggero vapore dai motori e l’asfalto emanava pungenti vapori, un modulo esterno si collegò all’aereo: da lì , l’equipaggio iniziò a discendere lentamente, come in una lenta processione verso il destino.

Capito XXI

Sbucati dal tunnel di servizio, Blake e il suo seguito si trovarono di fronte un uomo piccolo e sudaticcio, con le mani prese da una frenesia nervosa incapace di trovare requie: si presentò come Everet , della divisione turca dell’Arcam.
Indicando la più vicina uscita nel lugubre silenzio dell’aeroporto svuotato di ogni presenza umana, ma vibrante di una continua attività meccanica che si faceva udire con crepiti, sbuffi e cigolii , si accostò alle destra del dottor Blake, e mentre un nastro trasportatore li scortava dolcemente alla luce, cercò di informare e informarsi relativamente al viaggio.
" Sinceramente non c’è molto da dire : " gli rispose distrattamente Blake , " d’altronde, il tutto è accaduto con tale rapidità e non posso certo dire che io o qualche membro dell’aereo ce lo aspettassimo. In sostanza, ci siamo trovati alle spalle due Phenil armati che ci hanno intimato di uscire dallo spazio aereo iracheno : da lì, data la nostra precedente destinazione , abbiamo proceduto in direzione di Ankara. Come poi saprà, ci sono stati alcuni problemi in merito ai permessi di atterraggio . Ora, si hanno notizie di quelli che ci hanno attaccato ? C’è qualche possibilità che avessero un qualche collegamento a terra ? "
" No, " riprese quasi costernato Everet , " purtroppo i caccia sono spariti dagli schermi dei radar poco prima del vostro ingresso nello spazio aereo turco. Comunque, le autorità turche ci hanno garantito la massima collaborazione per cercare di risolvere questo spiacevole incidente, sperando che non avvenga più nulla di tutto ciò; hanno già inviato un documento di scuse alla sua sezione di appartenenza , con la speranza che un simile incidente non vada a minare le relazioni diplomatiche tra la Nuova Asia e l’Arcam: dopo tutto questo , pensa ancora ad un possibile coinvolgimento da parte della Nuova Asia?"
" Sciocchezze ! " affermò Blake quasi disgustato dall’ingenuità di Everet , " Forse pensa che a quella gente un paio di scuse ruffiane su un pezzo di carta costino così tanto? Lei ha una vaga idea di che mezzi sono necessari per garantire l’elusione di una schermatura simile a quella in dotazione al nostro aereo?" Everet abbassò lo sguardo con un roseo fuoco che gli illuminava quasi dolcemente le guance , e giacque in un imbarazzato silenzio per alcuni attimi, fino a quando Blake non lo incalzò nuovamente : " Come immaginavo… Partendo dal presupposto che i Phenil costino relativamente poco e siano accessibili a gran parte della feccia che popola il terrorismo internazionale , non deve credere che essi siano armi complete: essi necessitano di tutta una serie di sistemi di supporto che non tutte le fazioni terroristiche hanno la capacità di permettersi, anzi! Senza alcun supporto di sorta, essi sono caccia piuttosto comuni che hanno fondamentalmente il merito di costare molto poco. Come le ho già detto, a renderli armi di livello superiore ci pensano i sistemi di terra che li rendono invisibili , eludono i sistemi di oscuramento di altri e così via: ora, date le circostanze in cui mi sono trovato e le caratteristiche di volo dell’aereo nel quale mi trovavo, io riterrei molto più improbabile la mancata presenza di unità terrestri di supporto. Comunque, non sono giunto fin qui certo per polemizzare o accusare la Nuova Asia; starà a voi indagare in merito , ma la avverto: lei, o chi per lei, eviti che simili inconvenienti minino ulteriormente la mia spedizione; in caso contrario mi vedrò costretto a presentare i miei sospetti direttamente a commissioni competenti in materia, e le assicuro che la mia abilità nel fare saltare teste non è minore alla mia abilità di archeologo."
Everet annuì stancamente , mentre il rullo continuava la sua corsa.
Il parcheggio dell’aeroporto , una costruzione a due livelli sotto il livello del suolo, scarsamente illuminata e stantia per l’odore dei gas di scarico delle vetture che da anni probabilmente vi transitavano, si aprì finalmente a loro dopo alcuni minuti di tragitto: si potevano già osservare i mezzi che l’Arcam aveva disposto per accogliere i suoi dipendenti, ovvero alcuni autobus in tutto e per tutto simili ai corrispettivi civili che avrebbero dovuto svolgere il compito di far dare poco nell’occhio al gruppo che si apprestava a raggiungere il sistema logistico della corporazione; i mezzi militari gli avrebbero raggiunti successivamente su motrici che davano bella mostra di sé nel versante orientale del parcheggio.
Dopo aver caricato alcune attrezzature scientifiche su uno degli autobus , il viaggio verso gli impianti logistici dell’Arcam ebbe inizio. Blake , passando col suo mezzo nei pressi dell’entrata principale e non potendo fare a meno di notare la folla inferocita di persone a cui avevano causato ritardi , non poté fare a meno di sorridere malinconicamente, e pensare, con vaga partecipazione, ad un qualche concetto di giustizia; a distoglierlo da pensieri troppo astratti ci pensò Everet , che dopo aver osservato con poco interesse la folla e fissato per un attimo Blake, disse : " Allora dottore, cosa vi porta in questi lidi? Ricerche archeologiche di qualche tipo, suppongo".
Guardandolo alla stregua di una molesta mosca insistente , gli rispose con una domanda : " Da quanti anni è impiegato alla Arcam?"
Meravigliato e quasi divertito , Everet si mise a pensare ad alta voce : " Dunque… Se non mi sbaglio vado per i venticinque anni…ma perché me lo chiede?"
" Per il semplice motivo che , data la quantità di tempo che è stato impiegato nella nostra corporazione , pensavo che avesse un minima idea di cosa rappresentasse il concetto di riservatezza su cui si fonda la nostra corporazione . Io non sono tenuto a darle alcuna informazione in merito , se non per espressa richiesta dei miei superiori diretti : dato che lei è stato mandato qui a fare del facchinaggio , dubito sinceramente che le mi possa…"
Lo interruppe Maryl , appoggiando una mano su quella del dottore e guardandolo come una madre guarda un bambino troppo capriccioso : " Lo scusi , " continuò con un sorriso verso Everet , " siamo tutti molto stanchi per il viaggio ; comunque penso che lei capisca le nostre istanze di riservatezza …"
Everet non fece in tempo a rispondere alla donna: si udì il rumore di un esplosione, il vetro che lo affiancava direttamente esplose in decine di minuscoli pezzi che, colpiti dal sole, mutavano in tutti i colori dell’iride, e , mentre il suo volto rimaneva rilassato per un moto dell’anima che appariva in procinto di nascervi , un sottile fiotto di sangue iniziò a scendergli dal labbro inferiore: i soldati lì presenti balzarono subito in formazione da guerra, e , dopo aver fatto accelerare l’autista quanto possibile , si misero in formazione difensiva cercando di evitare il peggio per l’equipaggio scientifico.
Mentre Ankara, con i suoi vicoli, le sue persone e quella vita sottocutanea che da sempre l’aveva caratterizzata scivolava via in una ruota di malsani colori che si avvicendavano senza cognizione di causa , Blake iniziò a pensare che forse si trovava, con suo sommo dispiacere, sulla strada giusta. Pochi chilometri dopo , la zona centrale della città era ormai alle spalle, ma la tensione iniziava a crescere: una maggiore quantità di spazi aperti equivaleva ad essere una facile preda e a poter essere intercettati con il minimo sforzo; inoltre, il fatto che Everet fosse stato ucciso su un veicolo in movimento e di cui , per di più , non si sarebbe dovuta conoscere né l’importanza, né il tragitto, pareva indicare quanto la situazione fosse grave: una fuga di notizie dall’Arcam, che aveva strettissime misure inerenti alla protezione ed alla scorta dei suoi dipendenti più importanti , significava che una delle corporazioni con le quali si spartiva il mondo aveva intenzione di contrastare l’operazione in atto; il problema stava nell’informare le forze armate corporative che risiedevano in zona in modo da avere il maggiore supporto possibile, e quindi di riuscire a mediare in maniera da soddisfare tutti gli interessi in gioco per evitare ulteriori spargimenti di sangue. Ovviamente gli interessi in ballo erano molto alti, dato il coinvolgimento di truppe evidentemente preparate: restava solo da stabilire cosa effettivamente volessero gli interessati.
Un ulteriore incognita era rappresentata da chi avesse tali mezzi da opporsi all’Arcam: appariva da escludere il coinvolgimento da parte di molte corporazione del blocco del sud ovest asiatico, soprattutto dati gli scarsi mezzi di cui disponevano e i pochi investimenti che riservavano al settore di au-part ; d’altro canto, risultava più probabile un attacco dal blocco nordista, forse la Fist , che da sempre si era dimostrata molto attenta alle ricerche intraprese da Blake, e, di poco in ritardo rispetto all’Arcam, gli aveva offerto un lavoro di indubbio prestigio nelle sue sezioni di ricerca scientifica.
Un breve luccichio sul parabrezza dell’autobus distolse per un attimo Blake dai suoi pensieri: ci fu solo il tempo per intravedere l’autista che indossava una maschera anti-gas; pochi secondi dopo, il cadavere di Everet prese a muoversi convulsamente, fino a che il torace non gli si squarciò con un rumore sordo di ossa che si spezzano violentemente; mentre pezzi di carne ancora attaccati alle costole aperte dell’uomo ondeggiavano sinistramente e sangue misto a bile usciva violentemente dalla bocca dell’uomo come un empio fiume, quello che appariva un meccanismo inserito nel suo addome iniziò a gettare fuori un gas verde. I militari non riuscirono a proteggersi abbastanza velocemente : pochi istanti dopo , tutto il convoglio giaceva a terra.

Per prima cosa, iniziò ad avvertire una specie di sordo dolore alla testa, come dopo il risveglio in una notte agitata dalla violenza della febbre: gli occhi non erano ancora in grado di aprirsi, come bloccati da una qualche invisibile forza. Si sentiva il corpo costretto da una qualche forza, ma in maniera tale da evitare dolori inutili : era sicuramente stato catturato da persone che necessitavano in qualche maniera di lui, e che , per ora, cercavano di ingraziarselo non stringendo troppo il giogo della prigionia.
A poco a poco , la pesantezza che gli imprigionava il viso e ne scioglieva le membra apparve scomparire: per qualche oscura ragione tutto ciò gli ricordava la sua giovinezza, la mattina al lago: il giorno irrompeva fino alle profondità del lago, e lui, preso dai fiumi del sonno, immaginava che ci fossero milioni di gradi e – era più di una sensazione – non riusciva a respirare: nell’ombra del dubbio non riusciva a rasserenarsi fino a quando , completamente sveglio , capiva che era aria ciò che animava i suoi polmoni e gli accarezzava fresca la pelle.
Finalmente poté distinguere nuovamente i contorni della piccola sala nelle quale si trovava: era sostanzialmente bloccato su un piccolo letto che giaceva nella parete opposta a quella d’entrata, mentre una fioca luce illuminava stancamente il misero spazio di quella che probabilmente avrebbe dovuto rappresentare una sorta di prigione. Quello che comunque aveva sorpreso Blake, era stata sostanzialmente l’incredibile pulizia della stanza stessa: probabilmente, anche quello era una strategia per farlo cedere psicologicamente, mostrandogli prima possibilità e buone condizioni, per poi successivamente cavargli a forza tutte le informazioni volute. Il suo pensiero andò quindi ai suoi compagni: per quanto riguarda i soldati, probabilmente erano stati sommariamente uccisi, ma Maryl? Probabilmente era ancora in vita, ma non ce n’era alcuna garanzia.
Passarono lenti i minuti, forse le ore, fino a quando un rumore di passi iniziò a farsi sempre più vicino. Quindi ci fu il clangore di chiavi che si inserivano nella porta, e infine lo scatto: un uomo stretto da un voluminoso impermeabile nero, uno sguardo indagatore , ma al contempo rilassato , seguito da un paio di militari e da un piccolo gruppo di medici si fece avanti. Afferrando dolcemente il mento di Blake e scrutandogli il viso con attenzione , dopo essersi rivolto ad uno dei medici disse : " Vedo che si sta riprendendo…Dottore, mi comprende? Capisce ciò che sto dicendo? Ha una vaga idea di cosa le è successo?"
" Chiaramente " gli rispose Blake " avete impiantato in una delle vostre unità suicida un qualche dispositivo ad emanazione di gas, che , causando una morte rapida , in un primo momento avrebbe dovuto farci pensare ad un cecchino: dato l’ovvio coinvolgimento dell’autista, non escludo che l’esplosione del vetro non sia stata causata da un proiettile, quanto da una minuscola unità di esplosivo, forse del C4 estremamente concentrato preparato preventivamente e posizionato nelle vicinanze del vetro . Per quanto riguarda Everet , o quale fosse il suo vero nome, c’è anche caso che non abbiate scomodato alcuna unità omicida: da come si comportava appariva più uno sbandato che avevate programmato per la missione che uno dei vostri freddi sicari. Immagino che il coinvolgimento di reparti aerei sia opera vostra, vero?"
Con un’espressione sottilmente compiaciuta , l’uomo gli disse : " Impressionante, veramente impressionante! D’altronde non mi aspettavo nulla di meno da un uomo come lei. Avremo modo di discutere dei dettagli al più presto, per ora si riposi."
" E gli altri? " Gli urlò, mentre l’uomo se ne stava andando.
" Immagino che un uomo della sua levatura sappia già che fine hanno fatto. Comunque la sua assistente è viva, se la cosa la può interessare…" Imboccò quindi la porta, urlando ai medici qualcosa in una lingua straniera, forse turco.


Federico Mori

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