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L’ora dell’amore

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31 Maggio 1997

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L’ora dell’amore

Una brezza leggera mi accarezza i capelli,
e trasporta l’odore del mare.

L’odore del sale,
l’odore della sabbia,
l’odore di qualcosa che viene da lontano,
da molto,
da troppo lontano.

Quanto vorrei che questa brezza mi portasse
l’odore della tua pelle,
quell’odore così penetrante,
così inspiegabilmente attraente…

…intanto il Sole cresce lentamente,
avvicinandosi all’orizzonte,
e si tuffa in un morbido mosaico di colore
rosso,
come il tuo costume più bello…

…mentre il mare avanza,
con insistenza.
Bagna i miei piedi,
s’insinua oltre le caviglie,
incurante va ad occupare quel posto,
accanto a me,
tra le mie braccia,
che sarebbe il tuo
ma che ora è vuoto…

Quanto vorrei che le mie mani ora
accarezzassero dolcemente
le curve morbide del tuo viso armonioso,
accompagnandolo
ad accoccolarsi sul mio petto caldo,
tra le onde sinuose dei tuoi lunghi capelli,
ad ascoltare il rumore del mio cuore
che segue il respiro del mare…
…ma solo sabbia,
stringo tra queste mani.

Un istante,
ancora un istante,
e il Sole sprofonderà lontano.

Sarebbe così bello se tu fossi qui ora,
a godere con me di questo giorno che muore…

Sarebbe l’inizio di una notte da non dimenticare,
sarebbe il momento di stringersi e
di lasciarsi andare,
sarebbe l’ora,
l’ora dell’amore.

Fabrizio Cerfogli

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