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2006
20
Gen

Intervista a Donella Del Monaco

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La musica trasversale che va dritta al cuore
 
Opus Avantra è citato dalla Gibraltar Enciclopedia americana come "il gruppo italiano migliore di tutti i tempi". Pensando a molte cose buone (soprattutto agli Area), non credo che questo tipo di assolute asserzioni siano giuste, ma sicuramente Opus Avantra è stato e rimane uno dei “gruppi italiani e non solo italiani migliori di tutti i tempi”. Solo per coloro che non la conoscessero (e molto mi imbarazza invero farne una sintesi), Donella Del Monaco è una grande soprano lirico, nipote del tenore Mario Del Monaco - la cui splendida carriera non c’è bisogno qui di riassumere – e figlia di Marcello Del Monaco, compositore, cantante e maestro di canto lirico, pregiato poeta, insigne Direttore Didattico. Donella Del Monaco, laureata in architettura, si perfezionò nel canto con il padre Marcello e con lo zio Mario Del Monaco. Ma in quegli anni ‘70 di grandi fermenti e sperimentazioni, innovazioni e rivoluzioni e sconfinamenti musicali e interculturali, il solo repertorio operistico non bastava evidentemente a soddisfare il talento ben più versatile, multistrato e proteiforme di Donella Del Monaco, in questo somigliando per certi versi la grande Cathy Berberian (anche Donella si è misurata egregiamente con le Folk Songs di Luciano Berio, per altro tra le cose più difficili per l’uso cangiante della voce qui previsto da Berio proprio per esaltare le qualità uniche della grande Cathy) e poche altre cantanti di estrazione e preparazione lirica. Donella Del Monaco cominciò a sviluppare in parallelo un repertorio artistico personale di cantante, autrice e ricercatrice musicale. Nel 1973 fondò il gruppo o movimento Opus Avantra, ovvero Opera (di) Avanguardia e Tra(dizione) italica e non solo. Avanguardia e inovazione musicale, quindi, ma con le radici nello studio e nel recupero della tradizione da rivisitare e rileggere in chiave rinnovata, trasversale, tra il rigore rispettoso e il valore di nuovi linguaggi. Opus Avantra è stato uno dei rari gruppi progressive che per altro unirono il recupero delle tradizioni ai tempi e modi della musica rock, senza però lasciarsi andare a esibizionismi e “neo-barocchismi” elettrificati tipici di quei ’70. Opus Avantra e Donella Del Monaco solista hanno da allora affrontato la musica (anzi, la Musica) a 360 gradi compenetrandola tutta in viaggi reali, facendo la differenza da chi invece la storia e la geografia percepisce e vive solo attraverso la storiografia e la cartografia, tra pagine e segni convenzionali e confini o eventi tracciati e isolati in fondo per necessità descrittive, ma che non corrispondono all’essere hic et nunc e alla memoria. Guardare sulle carte i confini di stato e di regioni interne, morfologia, altimetria e batimetria ed altri segni vari, sapere la storia per capitoli e paragrafi convenzionali, non è insomma come attraversare veramente terre e mari e tempi e assimilarne ambienti, genti, eventi e memoria complessiva, là dove tutto si fa in fondo un unicum e un continuum di interrelazioni reciproche con il se stesso del viaggiatore (nel viaggio di sua vita) e la sua mente, il cuore e, perché no, anche il suo DNA e i suoi archetipi, il cosiddetto inconscio collettivo che ci lega più profondamente ed emozionalmente al passato e al tutto presente. Una varietà, quindi, che nella musica di Opus Avantra e di Donella Del Monaco è quanto mai naturale e viva, mai artificiosa e non solo “teorica”, e che naturalmente ci trasporta e ci fa attraversare. La musica varia che mi piace qui di chiamare l’Unamusica, di Donella Del Monaco e i suoi collaboratori, ha spaziato libera e autentica, sapiente e toccante ogni categoria Rock/progressive, elettronica, jazz(tra cui “Swing&Songs" dedicato a George Gershwin), musica tradizionale popolare (specialmente veneta “Le Canzoni da Battello" del '700 veneziano, anche in versione teatrale, "Canzoni" ammirate anche da Mozart nel suo viaggio in Italia, e nate per allietare le feste in villa degli aristocratici, o le grandi feste pubbliche in barca ed in battello ed anche "Venexia de oro" itinerario venetico di canzoni e testi dalle Crociate a fine Millennio, frutto delle ricerche di Donella ed elaborazioni su brani e linguaggi della cultura veneta e veneziana con la partecipazione di Andrea Zanzotto, o ancora “Merica Merica”, canti di tradizione orale dell’emigrazione veneta e della Marca Trevigiana con una bellissima versione in petel del famoso Pin penin Valentin di Zanzotto e Nino Rota per il “Casanova” di Fellini), musica antica, rinascimentale, sacra, classica, operistica, lieder, (tra cui “Chansons Satie" su musiche di Erik Satie con Massimiliano Damerini al pianoforte), folk internazionale ("Folk Songs" di Luciano Berio, canzoni immortali della tradizione caraibica o sudamericana come Banana Boat e Tico Tico in Fragments) cabaret ("Cabaret Kabarett" concerto teatrale su canzoni di Arnold Schoenberg per il cabaret letterario berlinese) e molto altro ancora. E su tutto, la sua dotata, bella voce di soprano lirico, mai come in questa caso mezzo di elevazione mistica. Se l’idea musicale Opus Avantra si fonda infatti sulla creazione mediante la musica, di stati emotivi 'forti' , per carpire l'anima di chi ascolta e fondersi con lei, allora, ciascuno può dirne solo dal proprio punto di vista: dal mio, in me vi sono sempre riusciti. Cofondatori e capisaldi di Opus Avantra furono Giorgio Bisotto (filosofo del gruppo) Alfredo Tisocco (compositore) e Renato Marengo (produttore) a cui si aggiunsero via via le collaborazioni di musicisti vari. E in tanto lavoro di ricerca, anche quello polilinguistico volto anche a lingue o linguaggi ormai lontani e dimenticati, come il paleoveneto, lo stradiotto, il francoveneto, l’alto tedesco lussemburghese del medioevo, il tardo latino…
Donella Del Monaco ha inoltre fondato l’Opus Avantra Studium, un laboratorio artistico e musicale per la produzione di cd, concerti, danza e performance, per altro impegnandosi anche in un’opera di estremo valore e interesse, riproponendo autori del passato che hanno anticipato e ampliato la sensibilità contemporanea.
L’ultimo lavoro di Donella Del Monaco insieme al compositore Paolo Troncon e all’Opus Avantra Ensemble in rinnovata formazione strumentale, è “Venezia Et Anima” (2005), di nuovo un bellissimo lavoro di transustanziazione fra generi musicali, linguaggi, stili vocali; il tema è spirituale, il rapporto tra io e l’universo, anima e mondo, uomo e Dio (o silenzio di Dio).
Per ulteriori notizie, news e ascolti real audio il sito di Donella Del Monaco è all’indirizzo
 
Donella Del Monaco insieme a Franco Battiato e a Manlio Sgalambro
 
Davide
 
Buongiorno Donella… Chiedo venia se mi sono tanto profuso e dilungato nelle note di presentazione ma, a fronte della sua complessa e multiforme carriera, sentirei comunque di non aver detto mai abbastanza. Veniamo dunque a noi, all’intervista, laddove penso invece dialogherei per ore con lei sulla cultura musicale, di cui lei credo è vastissima conoscitrice. Mi immagino che in ogni suo pezzo, da sempre, vi sia tutta una ricca storia da raccontare, notizie, connessioni… Sarebbe bello descrivere, raccontare e approfondire tutti i suoi brani, uno per uno, e da questi imparare le molte cose, ma non essendo possibile, oltreché a rimandare a copertine e booklets (sempre molto completi), alle informazioni là riportate, le chiederei di farlo qui con un brano o due soltanto, magari estratti da Venetia et Anima, ultima sua produzione. Per esempio la bellissima “Nell’eterno presente” (sue le parole, canto d’amore per me non meno alto de “La cura” di Battiato/Sgalambro) o “Verbum Bonum” o altro, a sua scelta.
 
Donella Del Monaco
 
Il cd "Venetia et Anima" è molto importante per me, perché segna la ripresa del lavoro con il gruppo "Opus Avantra”. Un gruppo rinnovato naturalmente, dove mi sono affiancata un compositore, Paolo Troncon, di estrazione classica e contemporanea. Gli altri componenti del gruppo sono, oltre che ottimi musicisti, dei creativi. Io infatti amo definire me stessa, e il tipo di musicista col quale amo lavorare, un "interprete creativo" , significando con questo un musicista coivolto nella creazione musicale, stimolante ed inventivo. Il rapporto con Troncon, è di sostenermi nel lavoro creativo:  lavoriamo insieme e firmiamo insieme il progetto. "Venetia et Anima" è un percorso spirituale su antichi testi veneti e venetici; infatti "Verbum bonum" è la rielaborazione di un antico discanto aquileiense di origine popolare. Ne è uscito un ritmo serrato, una specie di strano rock, tuttavia permane, io credo, la sua anima impregnata di misticismo orientale (i discanti aquileiensi sono di derivazione bizantina). "Nell'eterno del presente” è una canzone d'amore, ma nel suo culmine, quando arriva a sublimarsi in una visione ideale e cosmica. Ti ringrazio del parallelo con la canzone di Battiato, "La cura", che trovo straordinaria! Comunque questa mia canzone è un punto cardine, per me, perché  sono autrice anche della musica, oltre che del testo e fa parte di una breve serie di canzoni (le altre non pubblicate) che mi sono venute quasi da sole.
 
Davide
 
“Venetia et Anima”: le musiche sono sue e del compositore Paolo Troncon, suonate dall’Opus Avantra Ensemble su liriche sue, o tradizionali e d’autori come Giacomino da Verona, Andrea Zanzotto e fra’ Enselmino da Montebelluna… Il tema conduttore principale, riassunto dal filosofo del gruppo Giorgio Bisotto nelle note di copertina, è il rapporto uomo-Dio, o meglio (se ho capito bene) quel che pare essere oggi un rapporto uomo-Dio sempre più lontano dai pensieri umani e quindi, più che il silenzio di Dio, il Suo silenzio nelle nostre anime (cioè la Divinità in noi?), coperto da un ormai insopportabile rumore di fondo di incalzanti materialità, che lascia più soli e disperati senza più mondi o modi possibili di superiore essenza, di anima nel mondo. E’ stata, da parte vostra, una ricerca di riappropriazione di un credo e di una sensibilità e spiritualità più semplici come quelli “primitivi”, di un rinnovato più profondo contatto e rapporto con la Divinità in noi, un invito in tal senso di ritorno a un maggiore abbandono al trasporto e ad una nostra più ampia intimità, a una trasversalità e accettazione delle molte diverse dimensioni umane, oltre gli ormai preponderanti e moderni frastuono di fatti e ragione? Beh, questo è quanto io ho sentito dopo ogni ripetuto ascolto. Vuole descriverci meglio di quel che ho detto io, la ragione della scelta di testi così misticamente connotati?
 
Donella Del Monaco
 
Quello che ha letto lei, caro Davide, va benissimo, perché in un percorso spirituale ognuno proietta le sue tensioni ed i suoi aneliti. Non so dire meglio di lei, posso aggiungere però che, per me, la ricerca artistica e quella spirituale sembrano procedere a fianco a fianco e alle volte perfino confondersi. Entrambe cercano spazi luminosi dove possa acquietarsi il vuoto che alle volte sembra  inghiottirti. La nostra civiltà è molto brava a comunicare, ma cosa comunica? Tutto funziona se vuoi distrarti da te stesso, dal senso della vita… ma se vuoi tentare di cogliere un qualche senso, un significato del tutto, ti trovi solo… e qui la musica ti è amica e complice, ti aiuta a cercare luoghi nuovi e antichi, dove poter forse intuire un filo di Arianna…
 
Davide
 
Anche in “Venetia et Anima” i generi e i linguaggi, dai più antichi ai nostri attuali, si compenetrano e compendiano (contrastanti e discordanti solo se ragionati separatamente, ma perfettamente concordanti e armonici in nuovi equilibri e suggestioni e significati nella loro intera forma): un tappeto di suoni elettronici di Kosmische Musik con un coinvolgente asolo di sax alla Garbarek (Aqua Mystica), il canto liederistico di “Le’f Mamm” che introduce le micropolifonie vocali alla Ligeti miste al canto politonale medievale (Venetia et Anima)… Questa libera trasversalità assoluta è ormai molto diffusa nel fare musica oggi, sebbene per molti altri con alterni risultati spesso discutibili, ma trent’anni fa, quando voi iniziaste a proporla, foste tra i primi (in Italia, senza il “tra” e credo che anche il sommo Battiato vi debba molto in questo senso). A differenza di voi, Opus Avantra, la cui trasversalità fu praticata in tempi non sospetti sì da essere ancora oggi più che mai attuali, oggi, pensa che sia più universalmente dovuta al fatto di aver già tutti esplorato ed esaurito linguaggi e generi definiti o ancora precisamente definibili, avendo la musica ormai espresso ogni categoria e categorizzazione possibile? Avendo la storia della musica percorso e precorso, credo, ogni possibilità di genere, teorie e modi, è quindi oggi non più tanto frutto di ricerca e scelta personale, ma di crisi generale dell’innovazione, un dover assumere la tendenza e un adeguarvisi? Cosa ne pensa della musica oggi rispetto a trent’anni fa, di quel che è avvenuto nel frattempo?
 
Donella Del Monaco
 
La sua è proprio una bella domanda! Qui bisogna ricorrere alla filosofia: infatti da due anni ho creato degli "incontri a Venezia tra musica e filosofia" in collaborazione con La Biennale Musica e Cà Foscari dip. di Filosofia, per discutere apertamente la questione, anche con altri, musicisti, filosofi, musicologi, antropologi ecc. La mia personale posizione è sempre stata sostanzialmente la stessa, pur con successivi approfondimenti. Nella mia sensibilità non sento di poter innovare o ricercare senza ripescare o rileggere o rovistare nel passato, nella storia, nelle nostre radici o se vuole, nel nostro inconscio collettivo. L'idea dell'avanguardia che "innova" che spezza drasticamente con la storia, che crea "nuovi linguaggi" mi è sempre apparsa  un po' come  un' utopia intellettuale. Lo dico con serenità, senza nessuno spirito polemico, da interprete primariamente di musica contemporanea.
Lei usa bene la parola "trasversale", sì, è così che sento i miei lavori: vivono in un tempo trasversale, passato e futuro che si intrecciano, come sono strettamente intrecciati dentro di noi. Gli ambiti linguistici, i linguaggi o i generi musicali, inevitabilmente creano degli argini, dei confini nell'espressione, questi confini col tempo diventano dei veri e propri "ghetti": creare nuovi linguaggi di ricerca significa alla fine creare nuovi ghetti. La soluzione, per me, va oltre i linguaggi... Ma cosa c'è oltre i linguaggi o i generi? ecco il punto!
Ciò che mi attira è una via "diversa", empatica di comunicare, ancora un ritorno all'antico: la musica che ti schiude al mistero irragiungibile, rito, sogno, anelito…
Rispondo brevemente alla seconda domada: a me sembra che in questi trent'anni non vi sia stata un vera e propria via maestra nella musica. Tuttavia vi sono molte indicazioni, tendenze, tentativi, che hanno creato un clima interessante, non statico. Ciò che più mi colpiscono sono appunto trasversalità e contaminazioni, ma anche singole personalità creative.
 
Davide
 
Ci vuole parlare del precedente “Merica Merica” (2004), ovvero canti della tradizione orale, dell’emigrazione veneta e della Marca Trevigiana tra fine ‘800 e inizio ‘900, quando iniziò il fenomeno dello sradicamento dal mondo contadino a seguito delle emigrazioni verso altri paesi industrializzati? Lei, al contrario, ha profonde e sentite radici con la sua terra veneta, di cui mantiene e rinnova nel tempo un forte radicamento culturale (e certo anche di cuore)…
 
Donella Del Monaco
 
Sì, è così, sento fortemente l'aura veneziana che si respira nei luoghi in cui sono nata. Ma vorrei chiarire: questo amore non è una chiusura, un ripiegarsi nel proprio guscio, al contrario è far affiorare un mondo variegato e variopinto di incroci di culture, fra occidente e oriente, fra il mondo nordico e quello mediterraneo, che  è, appunto, l'anima di Venezia. Un’anima antica e inquieta di naviganti e viaggiatori, accogliente con chi è approdato alle sue terre (Turchi, Greci, Armeni, Ebrei ecc.) e pronta a portare altrove la propria cultura. L'emigrazione veneta fine '800 e  inizio '900 fu massiccia, causata da un diffuso pauperismo in seguito all'instaurarsi di nuove e pesanti tasse sul macinato, dovute alla nuovo Regno d'Italia. La vecchia struttura aristocarico-contadina non teneva più. Fu un fenomeno di sradicamento doloroso, segnato da canti popolari struggenti di un popolo indifeso alla deriva.
Tuttavia nei nuovi paesi d'oltre oceano (Brasile , Argentina e Venezuela, soprattutto),  dove gli emigranti veneti fondarono parecchie nuove città, col tempo riuscirono a far rinascere perfino tradizioni preziose, come il sapore sapiente di certi vini.
 
Davide
 
L’etichetta Opus Avantra Studium ha prodotto, produce o produrrà altro (e altri) da Opus Avantra? Quale direttive artistiche si prefigge?
 
Donella Del Monaco
 
Questa domanda mi mette un po' in crisi. Mi spiego: fin'ora l'etichetta Opus Avantra studim produceva i miei nuovi cd, al ritmo di uno all'anno. Tuttavia stò accarezzando l'idea di allargarla, creando un piccolo catalogo curato e significativo sul piano artistico. Mi mette in crisi perché non mi è ancora facile focalizzare la linea artistica, anche se ovviamente vorrei proporre nuove tendenze, vorrei che fosse aperta e creativa.Ci sto riflettendo!
 
Davide
 
Suo padre Marcello è tra l’altro un poeta, apprezzato nel tempo da poeti di assoluta importanza, tra cui Salvatore Quasimodo… Nel cd “Fragments” del 2002 che raccoglie out-takes inediti dal 1975 vi sono anche due poesie di e lette da lui… Molto belle. Vorrebbe farci qui dono di una poesia di sua padre, quella che lei preferisce tra tutte?
 
Donella Del Monaco
 
La poesia che più mi è entrata nel cuore è dedicata a me, quando ero bambina, ha vinto un concorso nazionale di poesia che ha valso a mio padre la sua prima pubblicazione, e ne ho inserito alcuni versi nel mio primo disco "Introspezione". Eccola:
 
Sei giù nel piccolo giardino
Fra le alte margherite gialle,
stupita, a non so che mirabile
gioco della natura;
e i tuoi capelli vivono nel sole,
come vive la spiga che si fa matura.
Vedi tra i monti la trasparenza pura
e il luccichio perduto nella valle
delle cose lontane;
l'aria ti sfiora senza voce,
quasi con carezze di mani
e questa lunga luce d'oggi,
che non vuole domani.
 
Davide
 
Bella! Bisogna purtroppo avviarci alla conclusione di questa intervista… Ci può anticipare qualcosa di quel che sta facendo per il futuro?
 
Donella Del Monaco
 
Per ora sta uscendo il mio primo cd completamente scritto da me: è la musica per un balletto dell'Arena di Verona (Il sogno veneto di Shakespeare, stagione 2005). Il titolo del cd è "Shakespeare Ballet". Vorrei continuare ed ampliare la mia attuale attività mantenendo i tre aspetti che ha preso: 1) creazione di nuovi lavori musicali e cd, col gruppo Opus o da sola. 2) ampliamento dell'etichetta ad altri artisti 3) Convegni di discussione a Venezia o altrove su tematiche della contemporaneità, con eventuali pubblicazioni..
 
Davide
 
Mi ha colpito molto la sua grande disponibilità e “apertura”, sia per avermi concesso quest’intervista, il che ritengo un grandissimo onore, sia per aver trovato un brano di Opus Avantra in una compilation di una produzione indipendente al suo esordio, curata da Marino Malagnino (“Ghirigori”), e dove – a parte gli OvO di Dorella e Pedretti o il jazzista sperimentale Jacopo Andreini, vi sono giovani emergenti e sconosciuti della sperimentazione italiana. Ci può segnalare degli artisti nostrani che, secondo lei, sono in questo momento particolarmente significativi o che andrebbero da parte nostra seguiti con maggiore attenzione?
 
Donella Del Monaco
 
Mi sento in colpa perché ogni tanto sento qua o là dei gruppi o dei compositori giovani interessanti. Oppure mi capitano in mano dei cd  che mi colpiscono positivamente. Tuttavia non avendo successivi rapporti, e non essendo molto conosciuti, poi  ne dimentico i nomi. Non è bello, lo so, ma ho una pessima memoria! Dovrei tenere delle annotazioni sui musicisti che mi hanno colpito in una certa misura, perché sarebbe bello e giusto seguirne il percorso (e credo che comincerò a farlo!). Alle volte però sono esibizioni veramente occasionali , come nel metrò di Parigi, dove ho sentito degli artisti interessanti, fra i quali un gruppo dell'est innovativo e fantastico! Sta di fatto che sento nei giovani (almeno quelli che conosco) molta voglia di fare musica e molta apertura e questo mi dà un grande piacere.
 
Davide
 
Grazie e, spero, à suivre.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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