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1996
25
Set

Desiderio di Onnipotenza

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DESIDERIO DI ONNIPOTENZA


Forse l'opera mia più grande sta per essere creata. Io sono il più grande di tutti voi. Io, assoluto Onnipotente, sceso in terra per osservare e giudicare, posso fare ciò che voglio, compiendo azioni estremamente divine. Sono sceso in terra ma per voi sono come voi, ed
è qui che il vostro pensiero urta col mio confondendovi nell'anima oscura delle vostre fantasie più strane ed irrealizzabili; nel lontano mondo che voi credete di popolare, ma che in realtà è lui che popola le vostre anime, i vostri pensieri e le vostre vite, senza che ve ne accorgiate. Nessuno ve lo ha mai detto prima di me. Io posso tutto e tutto per me risulta essere imprevedibile sulla coscienza di voi piccole forme. Io vi posso giudicare e punire come voi potete solo compiacervi della mia assoluta grandezza e ritrovarvi a complottare contro l'Onnipotente Essere, creato per dominare i vostri pensieri assolutamente imprescendibili dal fatto che voi sappiate cosa stia succedendo realmente attorno alla vostra stupida e infame poco gloriosa vita. Nacqui, vissi, capii, m'innamorai, decisi, giudicai, punii imperai e scrissi.
Nacqui dalla mia nobile famiglia anch'essa gloriosa e straordinariamente attiva nei più grandi circoli dell' attività umana, pronta a giudicare stangare e uccidere, reprimere ed arricchirsi fino al punto di dover confinare persone per infamia e calunnia.
Vissi con streghe e maghi nell'incantevole ed oscuro castello di famiglia. Da essi imparai a plagiare le menti delle persone; con duchi conti e marchesi, dai quali imparai le cose più riguardevoli della società. Il controllo delle mie sensazioni ed emozioni riguardava solamente me e capii che non si poteva vivere senza innamorarsi almeno di una donna. M'innamorai. L'amore improvvisamente arrivò dall'oscuro viale che porta alle più sensazionali emozioni animate dal tenero contrasto tra la vita ferrea e temibile della quotidianeità e il profondo roseo e sublime infinito desiderio di volerlo. Arrivò e io mi credetti ancora più grande ed essenzialmente pronto per continuare la mia importante, e quella che si stava già delineando, onnipotenza divina dell'essere cosciente.
Decisi che era ora di porre termine alla mia preparazione mentale e spirituale nonchè corporea della mia condizione umana. Decisi di oltrepassare la soglia di ogni confine e limite terrestre, credendo di potercela fare senza mai poter giudicare. Dovetti giudicare perchè l'onnipotenza giudica coloro che non lo sono e tremendamente punii coloro che respiravano piano innanzi a me per non farsi notare, coloro che si coprivano di immensa vergogna e imfamia, di vigliaccheria e di odio di paura e di tristezza di peccato e di atrocità. Dovetti imperare e così ora impero su di voi e su tutto quello che mi appartiene. Tutto. Scrissi ciò quando m'accorsi che era tutta una fantasia ed un mio divertimento. Era un sogno.
[...]
Rimembrar convenne quando allorchè vidi che tutto poteva divenir realtà basta ch'io lo volessi veramente. Ritornai da dove ero venuto: il futuro. Lo spazio temporale che sovrastava la mia mente mi confuse le idee e persi la direzione. Inscurito nell'oblio più stravagante delle timidezze umane ritrovai la direzione per il ritorno a casa.
Sorprendentemente una voce interruppe il mio viaggio richiamandomi a terra. Fu una voce tremendamente calda avvolta dal gelido spazio; suicidò ogni cosa stesse a compiangere il glorioso avvento.
Di ogni cosa fu scritto di me ed è per voi che scrivo in assoluta tranquillità e armonia interiore.

ROBOTIC

con la speciale collaborazione di Veronica

 
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