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Nell’anima il mostro

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NELL’ANIMA IL MOSTRO

E quando tu t’affaccerai all’anima mia altro non vedrai, questo giammai, e con spavento e orrore il tuo stesso volto, in tutta la sua propria bruttura che mai avresti voluto vedere dopo la sua primaria visione.

Ahimè, quanto vigore e forza sprecati, vita buttata e tentennare e poi a nascondere il volto, che dall’origine è delle tenebre, alla bianca luce della coscienza.

Tu, solo ora t’accorgi che peso e che importanza ha la cura della tua maschera.

E ora che hai visto ciò che è non puoi più mantenere eguale ciò che per te è stato fin ora.
Inevitabile è l’ambiguità di un’esistenza che già fu ambivalente da quando all’origine dell’emersione del tuo corpo dalle tenebre, lo specchio fu rotto.

Ahimè, esso fu rotto e in mille frammenti, alcun sacrificio è utile al miracolo e vita ugualmente buttata sarebbe e da nessuna luce saresti mai consolato.

Tu ora altro non sei se non l’immagine di mille frammenti, una maschera distorta dalla tua nullità.

Monica Orsini

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