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1995
25
Mar

Shareware

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Shareware


Oltre ai programmi commerciali e quelli FREEWARE, come KULT, esistono altre categorie in cui i software possono essere collocati. Senza volere scendere in particolari probabilmente noti, o noiosi, si vuole rammentare quel vastissimo mondo che da il pane quotidiano a moltissime persone (non in Italia, temo), che è il mercato SHAREWARE.
Share, in inglese, vuole dire 'condividere', ma questo non vuole assolutamente dire che un programma shareware può essere utilizzato tranquillamente, e 'condiviso' con altri, senza pagarlo. La formula utilizzata in questo settore è 'Try before you buy', ovvero 'prova prima di pagare'.
Questo che cosa vuol dire?
Semplicemente che un programmatore, dopo aver sviluppato un prodotto di un certo tipo, invece di cercare un canale distributivo tradizionale, accollandosi oneri e spese che andrebbero ad incidere notevolmente sul prezzo del prodotto, decide di diffonderlo tramite
BBS, reti e conoscenti.
Il programma viene messo in circolazione gratis, e tutti sono invitati a passarlo ad altri senza alterarne la forma. Chiunque può provarlo, ma, contrariamente ad un programma freeware, se dopo un periodo iniziale, utile per saggiare la robustezza del software e l'effettiva utilità dello stesso, si vuole continuare ad utilizzarlo, si DEVE effettuare la registrazione del pacchetto. Di solito il software viene distribuito insieme a un file di testo da compilare, stampare ed inviare insieme al denaro richiesto per l'uso. Una volta che l'autore riceve gli estremi dell'utente e i soldi, il programma diventa legalmente utilizzabile, e, nella maggior parte dei casi, nel prezzo è compreso anche un manuale e versioni aggiornate del prodotto a prezzi scontati.
Due sono i principali tipi di programmi shareware: quelli che, affidandosi completamente all'onestà dell'utenza, sono praticamente completi già nella forma che si può trovare in giro (in questo caso la registrazione non comporta il ricevimento del prodotto, ma soltanto la concessione di utilizzo), e quelli che, come FREAKER di cui vi parlerò tra poco, sono versioni dimostrative.
Un esempio che tutti probabilmente conoscete è DOOM o WOLF 3D. Nella versione Shareware sono presenti un numero ridotto di livelli, sufficenti per gustare l'atmosfera dei due ottimi prodotti, ma non altrettanto per finirli. Di conseguenza, in questo caso, chi, provati i giochi, e trovatoli piacevoli ha deciso di registrarsi ha ricevuto la versione commerciale, con l'obbligo di non diffonderla, in quanto soggetta a copyright come qualunque altro software sul mercato tradizionale. Le modalità con cui le versioni shareware di un programma possono essere limitate sono svariate, e se per i giochi di solito il fattore discriminante le due versioni è appunto la durata, per software differenti le 'penalità' più comuni sono la non attivabilità di certe opzioni importanti, l'impossibilità di salvare, messaggi fastidiosi, o limiti sulle dimensioni dei dati gestibili.
Per un discorso più ampio su questo argomento, di cui comunque tratteremo ancora in seguito su KULT, vi rimando a riviste tecniche, o alle informazioni obbligatoriamente presenti su tutti i CD che contengono materiale shareware.
E adesso passiamo al già citato FREAKER del californiano Gregory
Sherman.

FREAKER


Il termine FREAK probabilmente suonerà già sentito a molti di voi. E' una di quelle parole con un ampia sfera di significati, della quale la prima traduzione, estremamente libera, che mi viene in mente è
'Ganzo'. A questo punto molti di voi si chiederanno che cosa mai un programma con un nome simile possa fare di utile.
La risposta è estremamente semplice: assolutamente nulla. E non nel senso che è un programma dummy, senza alcuna funzione, ma nel senso che quello che fa non è assolutamente utile.
No, non è uno scherzo. Volevo inaugurare la nostra galleria di materiale Shareware con qualcosa di particolare e questo piccolo programma ha subito attratto la mia attenzione per la sua curiosa funzione. E' sicuramente qualcosa che fa pensare. Il fatto che qualcuno in America abbia pensato di fare una cosa del genere, e di diffonderla, esalta quel senso di diversità, che non vuole essere intesa come inferiorità nostra o loro, che le nostre due culture sicuramente hanno.
FREAKER 1.2 è un programma per rendere accattivante un file di testo
ASCII. Il suo compito, del resto sufficentemente banale, è quello di cambiare alcune lettere con altre, in modo da rendere il tutto sicuramente meno leggibile, ma con altrettanta certezza molto sconvolgente da vedere. KULT non è in grado di darvi un esempio dell'output di questa 'chicca' californiana, e mi auguro che questo aumenti la vostra curiosità, in modo da lanciarlo almeno una volta.
Come già accennato prima questo è un programma che nella sua forma shareware è limitato. E i suoi limiti sono che non elabora testi di più di due righe (più che sufficente per rendere l'idea, ve l'assicuro), e che in testa al brano trasformato apparirà l'indirizzo dell'autore del programma, per ricordarvi di inviare i due dollari richiesti per la registrazione.
Ah, giusto perchè le cose strane non vengono mai sole, stavo per dimenticarmi di dire che FREAKER non solo applica questa 'mutazione' al testo per renderlo 'freak', ma con un parametro da linea di comando
(-r) vi da anche la possibilità di invertire il contenuto del vostro documento.
Cioè, se avete scritto 'Io mi chiamo Marco' e lo fate passare per questo software otterrete 'ocraM omaihc im oI'. Non farò commenti sulla indicibile utilità di un parametro di questo tipo, probabilmente nato con uno scopo ben preciso che ignoro, e mi limiterò a dirvi che comunque anche programmi di questo tipo circolano e rimangono nel microcosmo del mondo dei computer. Al solito vi saluto con un kultiano
'pensateci', e vi invito ad inviare materiale di vostra produzione perchè possa essere segnalato. O, se apparire su KULT non è il vostro scopo della vita, almeno fateci sapere che ci siete, e che anche in
Italia c'è chi fa movimento in un terreno così bello e stimolante come quello dei mercati software alternativi.

(Per scaricare FREAKER cliccate qui)

Marco Giorgini

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini è nato a Modena il 21 Agosto 1971 e lavora come responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press; ha tenuto conferenze, e contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden''. Da marzo 2005 è autore di una striscia a fumetti sul mondo degli esordienti chiamata Kurt.
MAIL: marco@kultunderground.org
WEB:
www.kurtcomics.com
 
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