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2006
20
Gen

Fleurs Du Mal

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I Fleurs Du Mal sono un ottimo gruppo romano di rock blues nato nel 1983 e composto dal carismatico Iguana (Stefano De Martini), voce, chitarra e armonica, Graziella Olivieri, sax e cori, Francesco Cerroni, basso e cori, Alessandro Addis, batteria e cori. Un rock invero non soltanto blues e di rock’n’roll, ma variamente venato di desert music, chicano rock e tex mex (cose tipo Friends of Dean Martinez, Joe Strummer & The Mescaleros o Calexico per intenderci), di jazz, di swing e di shuffle, del latin di Santana, di funky e di rhythm’n’blues, cantato in italiano, in inglese ed anche in spagnolo, dalla voce schietta e a tratti “sand and glue” di Iguana.
 
Discografia
1984 7", Tempi Moderni, EMI
1989 LP, Fleurs Du Mal, autoprodotto
1994 LP, Indian World, Toast Records
1995 CD, Fleurs Du Mal 3, Toast Records
1997 CD, Arnhem Session, Toast Records
1998 CD, Spiriti Inquieti, Blu Mix
2001 CD, Road Sweet Home, Il Manifesto Dischi
2003 CD, Luna Blues, Blond Records (2004: Distribuzione nazionale Storie di Note/Suonimusic)
 
Il cd "ROAD SWEET HOME" è stato pubblicato da "il Manifesto" nell'Aprile 2001 e si può scaricare nella homepage http://www.vitaminic.it/artist/fledmaco/
 
 
 
Davide
 
Vent’anni di musica insieme… Qual è la formula di ormai tanto rara longevità?
 
Stefano
 
I Fleurs hanno cercato di evolvere il percorso creativo musicale nel corso degli anni cercando di mescolare i generi musicali, senza mai rimanere attaccati a mode del momento, ma cercando di sviluppare un percorso creativo sciolto e libero da scorciatoie modaiole, anche a costo di isolarsi un po’. Il fatto di mescolare piu’ generi musicali ci dà sempre stimoli creativi nuovi… anche se certamente rimaniamo degli incurabili rockettari con una particolare passione per il blues…
Nella nostra produzione discografica è ben delineato questo percorso creativo. Negli ultimi due album cd abbiamo inserito un po’ di swing, un po’ di funky, di latin, qualche ballata, oltre a tanto rock’n’roll e blues.
La nostra attività Live è perenne. Suoniamo dal vivo quanto più possiamo, e il più possibile in giro. Oltre al fatto di divertirci suonare live, ci permette anche di elaborare a lungo i brani dal vivo prima di inciderli.
Però c’è da dire che la formazione del gruppo è cambiata molte volte nel corso degli anni, e al momento della prima vecchia formazione (1983-1990) sono rimasto il solo.
 
Davide
 
In questi anni, ci sono stati vostri progetti collaterali individuali o meno?
 
Stefano
 
Da un paio d’anni abbiamo elaborato anche un set acustico dei Fleurs du Mal. E’ un set live particolare, molto imperniato sul blues, swing e dintorni. Con questo set acustico suoniamo da un paio di anni in occasioni particolari, ultimamente spesso.
Io, poi, da qualche anno coltivo un mio progetto di blues acustico tradizionale (tipo blues del Delta).
Suono dal vivo con una formazione acustica variabile in duo o trio, proponendo una rilettura di alcuni brani tradizionali blues, ma anche country blues, ragtime e swing, accanto ad alcuni brani dei Fleurs du Mal in versione acustica. Conto presto di incidere qualcosa.
 
Davide
 
Avete esordito musicalmente con un rock neo-psichedelico in anni di pieno post punk e new wave. Com’è avvenuto il passaggio a un rock blues più tradizionale?
 
Stefano
 
E’ stata un evoluzione musicale spontanea. Crescendo musicalmente siamo piano piano tornati alle radici. Anche se da queste radici (il rock’n’roll, il blues) ora elaboriamo un miscuglio di vari generi musicali.
 
Davide
 
Perché vi chiamate come il capolavoro di Baudelaire? Fa molto “dark”… Stesse ad indicare una direzione artistica, potrebbe essere oggi fuorviante… anche se il blues ha tutta una sua aura nondimeno “maledetta”… Su tutti, Robert Johnson docet.
 
Stefano 
 
Siamo nati come gruppo nel 1983 e quindi quel riferimento « maledetto » era tipico, ma non siamo mai stati propriamente dark, eravamo più rock-neopsichedelico all’epoca…
Appunto come hai sottolineato tu, il riferimento “maledetto” funziona ancora bene anche se ci siamo spostati più su una musicalità blues-rock.
 
Davide
 
Ho riascoltato una compilation in vinile del 1991, il numero tre della ormai mitica audio-rivista Punto Zero della Toast records. “Riflessi” è un brano new wave dei Fleurs (vagamente U2 nello stile)… “Fleurs”, indicati come già Fleurs Du Mal… Eravate voi?
 
Stefano
 
Sì. E’ un nostro brano dei primi tempi, un brano scritto nel 1985. Sarebbe potuto andare sul nostro primo Lp (che usci’ nel 1990, ma fu inciso tra il 1985 e 1989…). Ma lo incidemmo solo nel 1990.
Il fatto che c’è scritto solo “Fleurs” è un errore del discografico.
Anche su un altro numero di “Punto Zero” c’è un altro nostro brano, si tratta di “Free Cannabis”.
 
Davide
 
Domanda specifica per Stefano… perché invece il nick di Iguana? Un omaggio a Iggy Pop? Cosa ti affina alla famiglia degli iguanidi?
 
Stefano
 
Un soprannome che mi affibbiarono al liceo, e che poi ho adottato. Ovviamente mi sento affine alla famiglia “maledetta” degli iguanidi….(grande Iggy, ma anche gli altri…)
 
Davide
 
Vent’anni di carriera e di esperienza, un’attività live intensa e instancabile e diversi bei dischi… Siete soddisfatti? Che giudizio avevate ieri e quale oggi del fare musica in Italia? Vi sta bene? Potendo, cambiereste qualcosa e in che modo?
 
Stefano
 
Mai ritenersi soddisfatti. C’è crescita solo con la ricerca di migliorarsi. Comunque qualche soddisfazione ce la siamo tolta, ma gradualmente nel corso degli anni e lavorando alacremente.
Certo la condizione della musica in Italia è critica. Un tempo c’erano meno luoghi dove poter suonare, ma un maggiore fermento, un movimento musicale più creativo. Ultimamente purtroppo assistiamo a questo triste fenomeno dei tributi e cover-bands che certo non aiuta alla crescita musicale. E purtroppo anche se i luoghi dove poter suonare sono più di un tempo numericamente, le programmazioni sono abbastanza “chiuse” e commerciali… Farei come per esempio in Olanda: le covers pagano un salata tassa sul diritto d’autore, e i brani originali non la pagano. E’ un buon incentivo per la musica originale.
Comunque in Olanda suoniamo spesso, specie nel circuito dei Blues Clubs.
 
Davide
 
Oltre al bassista americano Brian Trumble, quali musicisti fino ad oggi si sono avvicendati nel vostro line up o hanno collaborato con voi e che avete qui il piacere di ricordare, ringraziare?
 
Stefano
I Fleurs du Mal nascono con me, Walter Voltolini al Basso (che è rimasto nella band fino al 1993, e che poi ha lasciato per problemi di salute…), Andrea Manca alla batteria (che ha inciso anche parte del materiale sul primo LP), e Leonardo Svidercoschi. Poi si aggiunse il sassofonista Julian Lechener (che è rimasto nel gruppo dal 1985 al 1987).
Poi alla batteria entrò dal 1989 Euro Bennati (col quale abbiamo inciso parte del primo Lp, e il CD “Fleurs du Mal 3”), e poi Sergio Sassanelli (che ha inciso gli ultimi tre CD albums, oltre a “Indian World” del 1994). Con Alex Addis alla batteria abbiamo collaborato a fasi alterne dal 1997 fino a qualche mese fa.
Al basso c’è stato Roberto Cruciali (dal 1993 al 1998 a fasi alterne), Maurizio Marcotulli (che ha inciso “Fleurs Du Mal 3”), Ugo Redolfi (tra il 1998 e il 2000).
Al momento oltre a me, c’è Graziella al sax, Francesco Cerroni al basso (che ha inciso “Road Sweet Home”) e Ale Benedetti alla batteria.
Inoltre abbiamo avuto nel corso degli anni diverse collaborazioni sia live che in studio, tra cui Luca Dominici (che suona Lap e Pedal Steel su un brano di “Luna Blues” e su uno di “Fleurs du Mal 3”), Luca Iani (il flauto traverso su un bano di “Luna Blues”), Alfredo Gomez (seconda voce su un brano di “Road Sweet Home” e su uno di “Luna Blues”).
 
 
Davide
 
E quali musicisti vi piacerebbe coinvolgere idealmente? Facciamo finta che io sia un produttore “potente” che vi dà carta bianca…
 
Stefano
 
Mi piacerebbe incidere qualcosa con dei bluesman del calibro di Buddy Guy… Con rockers veri come Keith Richards….. Ma è solo un sogno
 
Davide
 
Una domanda per non parlare sempre e solo di musica… Noi veniamo da anni di fine della Guerra Fredda, del Muro di Berlino e dell’URSS eccetera… Vecchi mali, nuovi mali… Che ne pensi dell’ingresso dell’Iran in una pericolosa fase del suo progetto nucleare? Lo storico Bernard Lewis sostiene che Ahmadinejad ha in mente soltanto la mahdaviat, la preparazione dell’arrivo del Mahdi che precede la fine del mondo. Sarebbe quindi del tutto insensibile a qualunque deterrenza inernazionale, perché lui crede fermamente di dover preparare la fine del mondo per la vittoria finale dell’Islam.
 
Stefano
 
Sono problemi gravi e seri. Secondo me la causa è la sbagliatissima politica internazionale degli U.S.A. e dell’ex U.R.S.S., che ha provocato i guai peggiori. Chi ha armato e addestrato Bin Laden? La C.I.A. E i Talebani? Sempre la C.I.A. Chi armò e addestrò Saddam proprio contro l’Iran? Sempre la C.I.A. Sono guai gravi che hanno cause e responsabilità ben precise. Io comunque sono contrario a questo scontro di civiltà che porterebbe alla guerra anche con l’Iran e di questo passo ad uno sciaguratissimo conflitto mondiale. E’ un gioco pericoloso e sbagliato. Al contrario bisogna incentivare le trattative e il dialogo multiculturale e multietnico.
 
Davide
 
Cosa state preparando per il 2006?
 
Stefano
 
Abbiamo diversi nuovi brani sui quali stiamo lavorando live, e che vogliamo incidere al più presto per un nuovo album. Ci piacerebbe anche pubblicare un CD Live, abbiamo diverso materiale in tal senso… Inoltre stiamo anche pensando ad un CD raccolta, con brani selezionati dal 1985 ad oggi…
Sicuramente suoniamo e suoneremo dal vivo a iosa anche nel 2006…
 
Davide
Grazie per l’intervista. A’ suivre e… in bocca al lupo.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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